Il 2015 si è finora caratterizzato per una borsa italiana fortissima, nonostante una ripresa dell’economia reale che purtroppo stenta ed è più negli slogan che nei fatti concreti, nonostante la Grecia, la Cina e chi più ne ha più ne metta.

Tecnicamente nel medio periodo molti titoli sono ancora ottimamente impostati (l’Italia è terreno di conquista delle grosse multinazionali e questo aiuta la borsa) ma, come abbiamo già ribadito diverse volte, a rischio di essere immediatamente smentiti, riteniamo poco probabile una continuazione della salita nel breve periodo oltre i 24500: troppe le incognite ancora vive.

Guardiamo però in questa sede di là dall’Oceano.

L’S&P500 l’abbiamo definito in un report l’esempio perfetto della congestione, un grafico da lavagna a un corso di trading. Tutti aspettano una decisione sui tassi da parte della FED. Agosto non aiuta certo i grandi gestori a prendere delle decisioni, quindi tutto oscilla in un range sempre più stretto.

sp500bis

S&P500

Queste sono le tipiche situazioni dette di range contraction che, ciclicamente, precedono una esplosione di volatilità. Guardiamo alla deviazione standard e al Band Width sul grafico: due indicatori che esprimono l’andamento della volatilità. Si nota come abbiano un andamento quasi identico, anche se la scala cambia. Entrambi sono ai minimi dal maggio 2011. Livelli analoghi si sono toccati per la deviazione standard anche nell’aprile 2007 che ha preceduto il grande ribasso culminato nei minimi del 2009. Il Band Width attuale è ancora inferiore a quei livelli.

Cosa significa? Significa che c’è da aspettarsi una impennata della volatilità sulla scia di quanto visto nel 2007 e 2011, che non è detto che debba essere al ribasso, ma dato che veniamo da anni di salita quasi scossoni della borsa americana, considerate le resistenze, ecc… ecc… Potrebbe valere la pena considerare di proteggere il proprio capitale alleggerendo le posizioni o hedgiandole con i derivati (soluzione sempre efficiente) o diversificando con strumenti come i Reverse Bonus Cap.

Esiste un reverse bonus cap sul Nasdaq che proprio ieri quotava sotto a 100. La barriera è distante un 25% dai prezzi attuali. La scadenza è un po’ lontana (dicembre2017) , due anni e quattro mesi non sono pochi in borsa, questo è probabilmente il maggior difetto.

Alleghiamo i dati salienti:

Reverse bonus Unicredit sul Nasdaq

Reverse bonus Unicredit sul Nasdaq